La Fossa Bova
A sud di Ca’ di David, frazione nella parte sud del comune di Verona, si trova una sorgiva che, grazie al lavoro di un gruppo di volontari, l’Associazione Fossa Bova, è stata ripristinata nel 2006. Si trovava infatti in stato di abbandono, come molte altre fosse della zona, e la vegetazione, ma anche l’immondizia, impedivano di visitarla.
La testa della risorgiva è visualizzabile online utilizzando le mappe aeree, come “Google Maps”.
Questa fossa prende il nome dalla famiglia alla quale era legata, i “Dal Bovo”.
Il primo documento, una mappa in cui appare la fossa, risale al 1570 e riguarda il fiume Menago.
Per raggiungerla si deve percorrere via Villa Broglia in direzione sud; più o meno a metà della via, si giunge all’imbocco di un sentiero, segnalato da un apposito cartello. Esso corre lungo la prima parte del canale che parte dalla sorgiva, e termina presso un piccolo ponte che passa sopra il corso d’acqua stesso. Il sentiero misura 430 m, e da qui in poi il canale prosegue tra i campi. Volendo proseguire la passeggiata si può svoltare a destra e arrivare fina a via Ca’ di Raffaldo (a 250 m). Percorrendo le 5 discese all’acqua, si aggiungono circa 200 metri scarsi.
Scendendo all’acqua si può osservare da vicino la fitta vegetazione e l’ambiente acquatico che compongono un paesaggio nettamente diverso da quello circostante. Poichè si è conservato il vecchio ambiente naturale, che nel resto del territorio è invece fortemente antropizzato o sfruttato dall’agricoltura, la flora e la fauna, acquatiche e terrestri, possono trovare qui un rifugio. Per poter osservare qualche animale, occorre però recarsi sul luogo in momenti di calma, come la sera o la mattina.
In vari punti sono visibili le palificazioni, in parte ripristinate con l’opera volontaria, che servono a consolidare gli argini della testata e della fossa (il canale), e che quasi sembrano una decorazione.
La parte iniziale della sorgiva ha la classica forma tondeggiante, e in essa confluiscono diversi piccoli flussi d’acqua provenienti dal sottosuolo: proprio dove l’acqua sgorga, si può osservare e comprendere la sua permeabilità.
Il canale prosegue rettilineo per un breve tratto, poi fa una curva a di 90° a sinistra: inizialmente la fossa era parallela a via Villa Broglia, e l’acqua doveva quindi sgorgare nei pressi del gomito, ma l’esaurimento dei vecchi fontanili, ha portato alla necessità di scavare oltre per captare altri flussi d’acqua, ed è stato quindi creato il braccio che va verso est.
A seconda del periodo dell’anno, e, naturalmente, in modo correlato alle precipitazioni, si può notare come il flusso d’acqua subisca sensibili variazioni. Al contrario l’escursione termica annuale è ridotta a circa 4°C: la temperatura rimane approssimativamente tra 14 e 18°C.
Questi temi sono approfonditi in un apposito articolo.
Spesso delle scolaresche visitano la Fossa Bova seguiti da volontari dell’associazione, per scoprire e prendere contatto con questa realtà e con le forme di vita che ospita, e per conoscere le caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua (temperatura, microorganismi, ecc...). L’associazione infatti, oltre a pulire, mantenere e salvaguardare l’area, si impegna nella divulgazione per le scuole ed organizza visite guidate, sperimentazioni e osservazioni naturalistiche.
È indispensabile che chi si reca sul posto rispetti l’ambiente come si deve fare per qualunque altro ambiente naturale, sia per permettere a piante e animali di continuare a vivere indisturbati, sia per continuare a permettere la visita ad altre persone.




