Cima Trappola
Un'escursione sulla più alta cima della Lessinia, cima Trappola, poco sopra passo Malera, può regalare qualche ora nella natura, mostrando fiori e insetti talvolta molto particolari, ma anche un bel panorama verso il Monte Baldo, verso il vicino gruppo del Carega e la sottostante val d'Illasi e il paese di Giazza, e con un pò di fortuna un camoscio o magari una marmotta, e qualche antico fossile.
Nonostante il nome curioso e nonostante non la si senta molto nominare, Cima Trappola, 1865 m s.l.m., è il punto più alto della Lessinia, se si esclude il vicino gruppo del Carega, che ha una sua identita' geografica ben definita.
Per raggiungerla, il punto di partenza è San Giorgio. Si può lasciare l'auto nell'ampio parcheggio (+45° 41' 7.84", +11° 5' 12.70") e iniziare direttamente con il sentiero, seguendo le indicazioni per Cima Trappola, o al limite il rifugio Revolto/Passo Malera, dato che la prima parte del percorso coincide.
Per la verità il primo tratto non è particolarmente interessante, poichè in pratica si passa per quella parte di valle che è utilizzata, d'inverno, per gli impianti sciistici. Man mano che ci si allontana dal paese e dagli impianti, però, si inizia a passare in mezzo alla vegetazione e il paesaggio si fa più bello e solitario: a parte brevi momenti, d'estate questa zona non è molto frequentata. Inoltre, salendo di quota, si apre un bel panorama.
La Lessinia è ricca di flora e di fauna. Ci sono molti insetti, alcuni dei quali piuttosto interessanti da osservare.
Ciò che sicuramente non manca di attirare l'attenzione è la quantità, la varietà e la bellezza di fiori e di vegetazione in genere.
Gli accostamenti e le composizioni create dalla natura sono spesso di notevole effetto e splendore.
Facendo attenzione ai particolari si noteranno fiori e piante di grande bellezza, anche se a uno sguardo distratto molti fiori possono sembrare solo "normali fiori".
La cima ha un aspetto piuttosto anonimo.
Il sentiero per raggiungerla, nell'ultima parte, non è tracciato con chiarezza, per cui ci vuole un pò di attenzione. Tuttavia la destinazione è talmente visibile (a meno che le condizioni meteo non siano avverse) che è facile ritrovare la strada; e comunque, alla peggio, anche senza sentiero si potrebbe arrivare comunque. Meglio non abbandonarlo però.
Volendo si può trovare la cima sulle mappe Google o simili; la mia antenna GPS dà le seguenti coordinate per la cima: 45° 41' 35", 11° 06' 34".
La cima in linea d'aria è distante poco meno di 2 Km da San Giorgio, mentre il percorso a piedi, solo andata, è di 2,2 Km circa, e per raggiungerla è sufficiente un'ora o (andando con una certa tranquillità) un'ora e mezza. Il dislivello, dalla partenza, è di circa 400 m.
Dalla sommità è possibile ammirare il vario panorama: dalla valle che porta a Giazza, al gruppo del Carega, situato immediatamente dietro alla cima, all'ampia vista verso la pianura, se la visibilità lo permette. Nei giorni limpidi si può anche vedere la parte più sud-orientale del Lago di Garda, spuntare a sud della catena del Monte Baldo.
Per ridiscendere si può ripercorrere il sentiero a rovescio, oppure si può deviare verso est, e riprendere il sentiero di passo Malera, in direzione di San Giorgio. Questo passo è l'accesso che permette di andare verso il gruppo del Carega: il rifugio Revolto non è molto distante. Ma questa è un'altra escursione.
Con un pò di fortuna è possibile imbattersi in qualche animale. Le più presenti sono le marmotte, che spesso si annunciano con i loro versi acuti e caratteristici, ma non è sempre facile avvistarle. Anche i camosci popolano la zona.
In fotografia un camoscio incontrato poco distante dal passo.
Nelle rocce che si affacciano sulla ripida parete che scende verso la valle è possibile trovare dei brevi tunnel scavati durante la guerra; di solito è possibile entrare per visitarli.
L’estremità del tunnel visibile nelle immagini (in galleria), si affaccia sulla valle sottostante.
Osservando le pietre che ci circondano durante il cammino, è possibile trovare alcuni dei fossili di cui la Lessinia è ricca.
Uno degli aspetti positivi di una camminata relativamente breve come questa è la possibilità di cambiare il percorso ed esplorare le zone circostanti. Deviando in mezzo ai prati si può ammirare la vegetazione e magari qualche marmotta. Se ne sentono molte allarmate dalla nostra presenza, ma vederle è un pò piu' difficile: magari le si nota quando scappano.
Alla fine si giunge nuovamente a San Giorgio. L'escursione, se vi fermate a mangiare qualcosa sulla cima o durante il percorso (in tal caso ricordate di non lasciare rifiuti sul posto), durerà circa tre o quattro ore.
Galleria fotografica:
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