Il lago di Garda e il monte Baldo

Lago di Garda visto dal Monte BaldoIl lago di Garda è un'incantevole bacino adagiato tra il Monte Baldo e i Monti bresciani. Molti poeti, tra i quali ricordiamo Carducci, lo definiscono come una "grande tazza argentea" accarezzata dal "paterno" monte Baldo di cui non si puo' non ammirare la maestosità che si riflette sulla superficie del lago.

La conca del lago è infatti una depressione strutturale che durante la glaciazione ha generato una lacuna pronta per essere riempita d'acqua.

Le delimitazioni geografiche nella parte orientale sono rappresentate dal monte Baldo e in quella occidentale dai monti bresciani, mentre a sud il lago riempie le vaste conche create dalle cerchie moreniche depositate a Valle dai Ghiacciai del Pleistocene. A nord, si insidia nelle rugosità montane Trentine formando dei fiordi spesso spaventosi, mentre a sud si dilata in due baie che si uniscono nella penisola di Sirmione (veronese fino al XIX sec.).

Vista verso nord dal centro del lagoIl termine Benacus ("lago dai monti promontori") che era stato coniato precedentemente per definire il lago rappresenta alla perfezione il suo profilo geografico circondato da una irregolare presenza di colline e promontori fino alle sommità del Baldo che anche nell'altro versante riporta le conseguenze del glacialismo nella formazione della Val d'Adige (o Val Lagarina) determinando a Rivoli un secondo anfiteatro morenico, molto piu' ridotto ma caratteristico nella sua configurazione semicircolare.

Peculiarità della zona gardesana-baldense è il clima mediteranneo, favorito dalla presenza mitigatrice di questa vasta massa d'acqua, che consente l'habitat ad una vegetazione tipicamente mediterranea regalando alla riviera e alle colline cipressi, olivi, querceti, e vigneti.

La vegetazione è stratificata a seconda dell'altitudine. Dalla zona basale delle pendici del Baldo su cui vi è una presenza importante di olivi e vigneti, risalendo si possono osservare querceti e castagneti per poi, nelle zone piu' elevate, diversificarsi in faggeti e mughi e in splendide fioriture alpestri. Deriva infatti da qui, già dal XVI sec., la fama e l'interesse verso questa montagna soprattutto per la varietà e gli endemismi sopravvissuti alle glaciazioni perchè appunto ospitati alla sommità del monte.

La dotazione faunistica comprende una variegata specie ittica a cui appartengono i celebrati carpioni del lago, i 'pesci d'oro', e numerosi mammiferi ed uccelli anche di specie rare.

La zona gardesana nel passato ha rappresentato rifugio anche per l'uomo, soprattutto nel suo entroterra e nella fascia pedemontana della sponda meridionale, meno invece sono stati gli insediamenti pervenuti alle pendici del Baldo soprattutto nella zona lacustre.

Sulle pendici del Monte BaldoLa zona del Baldo e del Garda furono inoltre testimoni di cruenti scontri tra il mondo nordico e mediterraneo trovandosi in una posizione particolarmente strategica. Dal secolo XII appartennero alla giurisdizione e amministrazione Veronese e numerose sono le testimonianze storiche dell'insediamento romanico, dagli assi stradali antichi di fondazione romana alle pievi e cappelli romaniche dimostrazioni del radicamento cristiano; dai castelli ai borghi medievali dalle corti rurali e ville che testimoniano l'organizzazione agricola in età veneta; dalle malghe e abitazioni rurali nelle zone montane che dimostrano l'attaccamento dell'uomo alla terra; dai forti austriaci alle posizioni militari, testimonianze della Grande Guerra.

Tutti questi avvicendamenti e le peculiarità naturali hanno dato luogo ad un paesaggio unico, alimentando dopo il secondo 900 un'importante sviluppo turistico che ha portato molti visitatori ad ammirare il panorama, dalla riviera lacustre gardesana fino alla sommità del Paterno Baldo.


Informazioni a cura di Silvia Aprili ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

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