Lessinia: cenni geografici e morfologici
La Lessinia. Una introduzione sugli aspetti geografici, morfologici e paesaggistici di quella che è considerata la montagna dei veronesi con un'approfondimento della Alta e Bassa Lessinia con citazioni delle vette più significative per avere un orientamento generale percorrendo le dorsali che dalle sommità si diramano verso la alta pianura padana generando i Vaj e le bellissime Valli che conducono verso l'altipiano.
Aspetti geografici
La Lessinia rappresenta la montagna 'vicino a casa' principalmente per i veronesi ma può essere anche meta di mantovani, Vicentini e trentini. Dal punto di vista amministrativo il suo territorio si suddivide tra le provincie di Verona, Vicenza e Trento e si distribuisce in 18 comuni Veronesi che appartengono alla comunità montana della Lessinia, 6 vicentini e 2 Trentini.
E' un rilievo prealpino di forma trapezoidale che scende a Valle disegnando delle dorsali che si estendono come le dita di una mano con una pendenza non troppo marcata verso la Pianura Padana sfociando e dando origine a meravigliose Valli impreziosite di coltivazioni di vigneti ed oliveti.
Geograficamente la zona piu' estesa della Lessinia è collocata nel settore montano occidentale della Regione del Veneto ovvero nelle Prealpi Venete Occidentali mentre la parte piu' settentrionale e nord-orientale è inclusa nel territorio della Regione del Trentino Alto Adige.
Comprende un'area di 825 Kmq (la cui parte piu' ampia è distribuita tra le provincie di Verona), i suoi confini sono delimitati dal fiume Adige ad occidente e Chiampo-Agno ad oriente, dalla Val dei Ronchi e il gruppo del Monte Carega a settentrione e l'alta Pianura Padana a meridione.
Territorialmente si estende nella zona settentrionale in larghezza per circa 40 km, da nord a sud in lunghezza per 30 km e a sud in larghezza per poco meno di 20 km.
I 18 comuni situati all'interno della Comunità Montana della Lessinia (in territorio, quindi, veronese) sono: Badia Calavena, Bosco Chiesanuova, Cerro, Dolcè, Erbezzo, Fumane, Grezzana, Marano, Negrar, Roverè, San Giovanni Ilarione, san Mauro di Saline, Sant'Ambrogio di Valpolicella, Sant'Anna d'Alfaedo, Selva di Progno, Tregnago, Vestevanova.
I comuni vicentini sono quelli di Altissimo, Arzignano, Chiampo, Crespadoro, Durlo e Recoaro.
Quelli Trentini, infine, sono Ala e Avio.
Rilievi principali della Lessinia
I rilievi principali dell'Alta Lessinia sono situati nella parte settentrionale e vanno da 1300 a 1800 m di altitudine.
Partendo da OVEST troviamo il Corno d'Aquilio (1546 m), che si affaccia sulla Val d'Adige, il Corno Mozzo (1534 m) e il Cornetto (1534 m).
Al CENTRO, sporgente nella Val dei Ronchi, vi è il Monte Castelberto (1765 m) e il Monte Sparavieri (1797 m), separati dalla linea dei Cordoni (1670-1690 m), che divide le Scortigare da Podestaria. Sotto il Monte Sparavieri è situato il Monte Tomba (1766 m), che si abbassa con la sua dorsale verso Bosco Chiesanuova.
A NORD-EST c'è il rilievo di Castel Gaibana (1807 m), la Cima Trappola (1865 m), punto lessineo veronese piu' alto, e il Castel Malera (1772 m) che scende leggermente fino ai 1659 m del Monte Grolla sul ciglio del vajo del Revolto. Da cima Trappola si nota un pronunciato abbassamento a nord determinato dall'erosione glaciale che separa la Lessinia dal gruppo del Carega e che conduce a Passo Pertica (1573 m).
In realtà è qui che compare l'elevazione maggiore dell'altipiano ,ad oriente della Valle del Revolto, che si innalza col Monte Terrazzo (1876 m), ma è anche vero che lo stesso appartiene al gruppo delle Piccole Dolomiti-carega, che dà origine al Monte Corno (1423 m) a nord di Giazza.
Ad EST possiamo scorgere la testata della Val Fraselle e la cima Lobbia (1672 m) tra la provincia di Verona e Vicenza. Da qui scende una dorsale a sud verso il Monte Scalette (1613 m), il Monte Porto (1629 m) e il Monte Telegrafo (1562 m), tutti rilievi affacciati verso la Val di Chiampo, in provincia di Vicenza.
Le Dorsali Lessinee
Partendo dai rilievi non si possono non citare le dorsali che si diramano verso la Pianura; lo faremo in maniera approssimativa, sottolineando piuttosto dove sfociano a valle, magari accennando il nome di qualche punto collinare rilevante al fine di orientarsi nella maniera giusta, marcando maggiormente i paesi a cui giungono.
Le dorsali si estendono a partire dai 1300 fino ai 900 m sviluppandosi soprattutto nella fascia centrale dando origine a profondi VAJ che concludono la discesa gradatamente verso la pianura. Da OVEST verso EST:
Ad ovest vi è la Dorsale di Monte Pastello (1211 m), i cui rilievi conducono alle colline di Fumane, proseguendo poi verso est vi è la Dorsale di Sant'Anna d'Alfaedo, dalla quale si diramano le colline a nord-est di Fumame, ad ovest di San Floriano e a Pedemonte.
Si prosegue poi con la Dorsale di Monte Comun, che sfocia a sud sul versante sinistro di Grezzana, Quinto e termina con i colli di San Mattia, San Leonardo e Castel San Pietro, a nord di Verona a da cui la dorsale di occidente abbassandosi genera i versanti di Quinzano ed Avesa.
Dal Corno Mozzo scende una breve dorsale, la Dorsale di Ceredo, e poi, spontandosi sempre piu' ad est, troviamo la Dorsale di Erbezzo che discende fino a Bellori.
Vi è poi la Dorsale di Bosco Chiesanuova-Monte Santa Viola che si abbassa in una diramazione fino a Lugo, il ramo principale prosegue a Corbiolo (837 m), Cerro (729 m), risale fino al Monte di S.Viola. Da qui scende a sud fino a Grezzana e a nord-est fino al Vajo di Squaranto. La dorsale principale prosegue ancora verso Azzago, Romagnano, San Fidenzio, Montorio per concludersi infine a Ponte Florio.
Poi incontriamo la Dorsale di Roverè-Velo, che incrocia CampoSilvano, si innalza col Monte Purga (1257 m), volge a sud-ovest per Monte Capriolo, San Vitale, per poi procedere verso San Rocco, innalzarsi a Castelletto e ad occidente si dirama verso Pian di Castagnè fino a San MArtino Buon Albergo, ad oriente raggiunge San Briccio, San Giacomo, Vago di Lavagno.
Da la Bettola si origina la Dorsale di San Mauro di Saline, che, da Via Verde, attraverso la Val d'Illasi e S. Trinità si innalza verso il Monte di San Moro, terminando verso nord-est a Montecurto (100 m).
A susseguirsi troviamo la Dorsale di Campofontana- S. Bortolo che nasce dal Monte Telegrafo e scende a Campofontana (1315 m) a giunge sin a San Bortolo (918 m). Da qui si dirama verso sud-est sfociando a Vestenavecchia, a ovest verso il Monte Faiardan (838 m) da cui poi si origina la Dorsale d'Illasi-Colognola ai Colli che giunge a Colognola ai Colli (172 m) e termina a San Pietro (88 m).
Sempre dal Monte Faiardan comincia la Dorsale di Campiano-CastelCerino e si conclude ad est di Campiano, a Soave e a Monteforte d'Alpone.
Infine, completamente ad est troviamo la Dorsale di Vestevanova-Roncà-Montebello che inizia nel versante meridionale del Monte Purga di Bolca (930 m) e giunge attraverso una ramificazione ad est di Vestevanova, la dorsale principale poi prosegue tra il confine di Verona e Vicenza fino ad Arzignano e nella Val di Chiampo, a Montorso, a Montebello vicentino, a sud-est verso Terrarossa, Gambellara, Roncà a sud e a ovest verso Montecchia di Crosara.
Questi sono le dorsali principali della Lessinia, successivamente in un approfondimento, tratteremo anche i VAj che serpeggiano tra le dorsali e delle quali in questo articolo abbiamo solo accennato l'esistenza.
Aspetti morfologici della Lessinia
L'altipiano Lessineo ha una struttura inclinata che parte dai 50 m di altitudine a meridione nella alta pianura veronese ai 1865 m di Cima Trappola situata nel passo Malera a nord-est di San Giorgio di Bosco Chiesanuova.
Le dorsali si aprono a ventaglio dalla zona sommitale verso le Vallate distribuendosi piu' corte ad occidente rispetto ad oriente. La dorsale Sant'Ambrogio-Monte Pastello-Corno d'Aquilio è lunga 20 km. La dorsale da Soave al Monte Zevola raggiunge i 33 km.
Nel settore centrale la pendenza media è dolce, basti considerare la differenza di altitudine e l'aspetto morfologico dei rilievi, si parte dai 50 m ai 1865 su una distanza planimetrica di 30 km distribuiti in questo modo: 1055 m di dislivello da Montorio a Bosco Chiesanuova su 18 km di distanza, 400 m tra Bosco Chiesanuova e San Giorgio percorrendo 8 km, 365 m da San Giorgio a Cima Trappola in 2,5 km di distanza. I versanti occidentali e settentrionali risultano molto piu' ripidi rispetto a quelli meridionali ed orientali che sono indubbiamente meno scoscesi.
Le valli che nascono ai piedi delle dorsali sono (da ovest a est):
- Val di Fumane
- Val di Marano e Val di Negrar (Valpolicella)
- Valpantena
- Val di Squaranto
- Valle di Mezzane
- Val d'Illasi
- Val Tramigna
- Val d'Alpone
- Val del Chiampo
Il paesaggio Lessineo, soprattutto nella zona piu' alta, ha un'aspetto inconfondibile. I dossi, i rilievi ondulati, i prati sembrano 'nudi', mancanti di chiazze boschive. E' un paesaggio che puo' piacere o meno ma, come è riportato sui libri, questa è la conseguenza di un massiccio disboscamento deciso e attuato in passato per ottenere ampie zone per i pascoli dell'alpeggio bovino che andava sostituendo quello ovino e caprino. Scelta ad oggi discutibile, in quanto le ripercussioni di queste azioni sollevano molteplici discussioni sulla compromissione della bellezza del paesaggio dell' Alta Lessinia. D'altro canto però il contrasto creato dai rilievi nudi dell'alta Lessinia e lo sfondo del massiccio del Gruppo del Carega hanno ispirato molteplici riproduzioni fotografiche di grande effetto cromatico ed artistico.
Da qui i rilievi piu' erti strapiombano verso la Valle dei Ronchi e la Val d'Adige, mentre nella zona della media Lessinia si aprono i vaj (simili ai canyons) che dimostrano la loro origine torrentizia percorsi da progni ("progno" infatti significa torrente sassoso) in gran parte asciutti o con poca acqua.
Mentre nella Bassa Lessinia, che si sviluppa alla fine dei rilievi verso la pianura, l'andamento diventa ondulato, dolce, e ricoperto di coltivazioni di vigneti, oliveti e piantagioni o prati.
Articolo a cura di Silvia Aprili ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )




