'Mati da Sago'
Ezio Bonomi
"La Grafica Editrice"
Sulla dorsale est della Valpantena, in comune di Grezzana (Verona), sorge Azzago, chiamato Sago o Zago fino ai primi del secolo scorso. Definito 'balcone della Valpantena', è un paesello a 622 m s/m, abitato da circa 600 persone, che trovano principalmente lavoro nelle numerose industrie del fondovalle e in minor numero nell'agricoltura. Il nucleo paesano è frutto del recente sviluppo centripeto verso la chiesa di 5 contrade (Villa, Praro, Costa, Vallena e Cerzuni).
Non ci è dato sapere con precisione da quando né per quali motivi, ma da oltre un secolo i suoi abitanti sono definiti 'mati' e sia nell'area circostante che in città circola su di essi una lunga serie di racconti ironico-satirici relativi alle loro presunte grullerie. Ne vengono qui narrati più di 50, ma autori diversi ne riportano degli altri.
Non è però da ritenere questo un fenomeno raro nella cultura popolare italiana od europea. Oltre ad essere considerati 'tuti mati' i Veronesi tra i Veneti e 'mati' per antonomasia i Cuneesi in Piemonte, anche la provincia non è da meno; tali sono definiti o ritenuti gli abitanti di Cogollo del Cengio e di Mossano nel Vicentino, di Cattaragna nel Piacentino, di Mezzana in Val di Sole, di Lungo nelle Giudicarie, di Alpago nel Bellunese, di Cibiana nel Cadorino, di Tomè e Forno nel Feltrino, di Seguno nel Cesenate e chissà quant'altri.
Forse la prodezza alla facezia, la propensione a preferire l'aspetto più spiritoso della vita, il coraggio dell'ironia contro l'oppressione o la diversità causata dall'isolamento possono aver originato tale nomèa. Inoltre la testimonianza popolare e la cronaca narrano alcuni fatti singolari che hanno portato anche nel passato Azzago agli onori della cronaca e che possono aver dato inizio all'attribuzione degli aneddoti.
Gli abitanti di oggi si dimostrano sicuramente degni dei padri, perché da presto trent'anni in piena estate organizzano, con dedizione e passione ammirevoli, la più spettacolare e grandiosa festa della Lessinia, frequentata sempre da decine di migliaia di persone.
Vale proprio il caso di dire: Viva i mati!
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