Ciao Dino! ...di Otello Perazzoli
Ciao, Dino! - Qualche pensiero in libertà per ricordare Dino Coltro, "amico da lontano"
Cara Verona 360, grazie allo spazio che gli amici della redazione mi hanno offerto, qualche tempo fa ho avuto l'opportunità di pubblicare alcune date di conferenze nelle quali avrei dovuto ricordare un grande della nostra cultura, Dino Coltro.L'idea delle conferenze è nata lo scorso anno quando, parlando con il Preside Rebonato, presidente dell'Auser Verona, ci siamo trovati d'accordo sull'opportunità di inserire in ogni corso dell'anno accademico una chiacchierata sul grande studioso veronese.E' stato così che mi sono trovato a parlare dell'amico Dino in una trentina di incontri in tutta la Provincia. Per me è stata una straordinaria opportunità che mi ha permesso di riprendere in mano i suoi scritti (che , grazie al cielo, non sono pochi) e di riannodare i fili di ricordi e di affetti mai sopiti. Se ad una certezza sono potuto arrivare grazie a questa esperienza è stata che Dino Coltro è stato il più grande intellettuale del 900 veronese.
I suoi inizi di studente assomigliano più ad una pagina del libro Cuore che all'inizio di una normale biografia: Tutto è iniziato quando fra Masseo, dei frati di Barana, fu accompagnato nel giro della questua da un bambino prodigio , Dino, appunto, del quale non tardò a riconoscere le straordinarie potenzialità. Fu grazie al suo interessamento ed alla disponibilità del padrone della corte dove il padre era bracciante, che al piccolo si spalancaronio le porte di un collegio sul lago e gli venne data l'opportunità di iniziare uno studio che, a ben vedere, è continuato fino ai suoi ultimi giorni. di vita. E poi Maestro, Direttore Didattico, sindacalista nelle Acli dove ricopri' incarichi prestigiosi anche nazionali. Ed a metà degli anni '50 la straordinaria esperienza della cooperativa di Cultura Ricreazione ed Arte Rivalunga: una esperienza sociale e pedagogica (o un "viaggio nell'utopia" per definirlo con le sue parole) che anticipo' successive e più celebrate esperienze di rinnovamento della scuola (don Milani e la scuola di Barbiana). So che non è il caso di fare paragoni , però mi piace pensare che quella di Rivalunga, nel campo delle esperienza sociopedagogiche, non fu seconda a nessuna. analoga esperienza successiva.
Dopo qualche anno di attività nel Movimento Politico dei Lavoratori, lascio' ogni altro impegno ufficiale per dedicarsi allo studio, alla ricerca, alla trascrizione della tradizione orale veronese e veneta. Spesso mi trovo a pensare che cosa ne sarebbe della nostra tradizione orale se non ci fosse stato uno come Coltro che ne ha compreso la straordinaria bellezza e ricchezza, se non avesse dedicato alla ricerca tanti giorni e tante notti, se con una tenacia ed un impegno durato decine e decine di anni non si fosse adoperato perchè niente della cultura contadina andasse perduto. Quanta bellezza, quanta profondità, quanto amore, quanto studio, quanta intelligenza c'è in ognuna delle sue pagine. Grazie a lui sono arrivati fino a noi un numero incredibile di proverbi, 700 cante, centinaia di fole. E poi storie, racconti, pagine e pagine che sanno di terra, di fatica, di vittorie, di sconfitte e di speranza. Insieme con la gente che partecipava agli incontri abbiamo intonato le cante del filò, ci siamo commossi alla storia della mondina che partoriva una notte, da sola, tra le compagne della camerata che la assistevano. Ci è sembrato di sentire il profumo della polenta mescolata dalla donna sul camino sopra un povero fuoco, era facile immaginarsi, con le sue parole, il baldacchino dei salami nella camera da letto o vedere le donne chine sui campi a raccogliere brusaoci e radecele. La soddisfazione più grande poi, alla fine dell'incontro, per me è stata quella di essere attorniato da tanta gente che chiedeva i titoli dei suoi libri.
La fatica grande l'ha fatta lui, il nostro amico Dino, a noi ha lasciato il piacere di conoscere cio' che lui ha voluto conoscere anche per noi. A noi l'impegno di passare un libro a chi verrà dopo di noi, figli e nipoti, perchè tanta bellezza non vada perduta. Un libro che diventerà un testimone prezioso di un mondo passato cui non si vuole tornare, ma che non si deve, non si può, non si vuole dimenticare. Grazie Dino
Articolo a cura di Otello Perazzoli ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )




