Sparasina o asparagus acutifolius

Sparasina - Asparagus acutifoliusLa Sparasina, o Asparago pungente, è il nome comune dell'Asparagus acutifolius, appartenente alla famiglia delle Liliacee. Questa pianta perenne, caratteristica della cosiddetta macchia Mediterranea, cresce solitamente lungo i fiumi o nel sottobosco a quote che arrivano fino ai 600 metri. Risulta essere molto abbondante nella riviera orientale del Lago di Garda.

Ha una struttura formata da sottili rami molto intricati e cespugliosi, che possono avere una altezza che arriva fino al metro e mezzo dalla radice. Porre le mani in questo cespuglio porta a brutte sorprese, dato che le sue foglie sono quasi aghiformi e quindi sono particolarmente pungenti (da cui l'acutifolius).

Il suo periodo di fioritura va da aprile a maggio nel quale presenta fiorellini di color giallo-paglia. Il frutto è costituito da una bacca sferica di colore verdognolo, il cui diametro è tra il centimetro e il centimetro e mezzo. I fiori ed i relativi frutti sono sviluppati solo dalle piante femminili.

Tale pianta era conosciuta fin dagli antichi egizi che l'avevano “immortalata” in alcuni geroglifici.

Inoltre è una pianta molto utile in quanto a seguito di incendi boschivi, riesce a rigenerarsi rapidamente e quindi riportare il verde dove risulta invece essere tutto bruciato.

Durante il periodo primaverile, dalla base della pianta, in prossimità delle radici, crescono verticalmente dei turioni che cercano di farsi strada tra i sottili e pungenti rami.

Questi turioni sono particolarmente apprezzati in ambito culinario. Sono molto simili all'asparago comune, sia nell'uso che negli effetti, infatti contengono una sostanza (il metilcaptano) che viene eliminato dai reni e produce fetido odore al momento di urinare.

Sparasina - Asparagus acutifoliusInoltre risulta essere una pianta con un potere nutritivo molto basso: basti pensare che per ogni 100gr di parte commestibile vi sono solo 50kcal circa, e l'apporto nutrizionale è costituito da un 15% di fibra, un 6/7% di zuccheri e solo 1% di proteine. La sparasina, come l'asparago comune, presenta un alto grado di digeribilità ed è rinomata per le proprietà diuretiche, antireumatiche, antidemigene, depurative e lassative. Dalle sue radici si ottiene una tintura madre utilizzata come depurativo, dimagrante e antinfiammatorio. E' invece sconsigliata alle persone che soffrono di albuminuria, renella, malattie della prostata e della vescica in quanto causa la formazione di un sale (l'aspartato di ammonio).

La parte che principalmente si usa in cucina della sparasina è il turione, ovvero la punta. Normalmente solo la punta risulta infatti mangiabile, dato che il resto del fusto è particolarmente legnoso, ma se viene raccolto nel periodo giusto si può utilizzare anche la parte più alta del fusto, chiamata pollone.

Dato che le sparasine crescono da germogli sotterranei muniti di radici, il metodo migliore per raccoglierle è di far scorrere le dita dal basso verso l'alto piegando il pollone fino ad incontrare il punto di rottura, ottenendo così la parte più tenera e commestibile.

La sparasina è utilizzata in cucina principalmente come contorno, lessata e condita con olio, pepe e sale. Inoltre è impiegata anche per la preparazione di minestre, risotti, frittate, sughi per pasta ed altro ancora.

Ogni anno a Pigozzo, paesino all'imboccatura della Val Squaranto, in provincia di Verona, si svolge nel periodo festivo dalla metà di aprile al 1 maggio la tradizionale “Festa della Sparasina”, dove vengono preparati risotti ed altri piatti tradizionali della valle con la sparasina ed altre erbe raccolte nei boschi che circondano il paesino.


Informazioni liberamente tratte da "Le migliori erbe spontanee nella cucina contadina di Pigozzo" (vedi vetrina Libri)

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